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Emergenza furti in abitazione a Pisa. Guida alla sicurezza certificata

15 aprile , 2017 Nessun commento

Emergenza furti in abitazione a Pisa. Guida alla sicurezza certificata Guide e consigli

Furti e sicurezza

Sono sconvolgenti i dati sui reati commessi in italia pubblicati nella ricerca del Sole 24 Ore di Ottobre 2016. La provincia di Pisa si posiziona all’ottavo posto per i furti in abitazione (616 Furti in abitazione ogni 100.000 abitanti). Sempre in Toscana, Lucca è addirittura terza in questa triste classifica (727 Furti in abitazione ogni 100.000 abitanti). Rispetto all’anno precedente a Pisa si è verificato un aumento del 5,88% mentre nella provincia di Lucca del 3,49%.

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Le altre province Toscane

Nella classifica del sole 24 ore seguono rispettivamente Massa Carrara, Prato, Grosseto, Firenze, Pistoia, Arezzo (con un incremento di furti in abitazione del 27,39%) e Livorno con “soli” 361.9 furti in abitazione per ogni 100.000 abitanti ma con un incremento del 12,72%.

 

Il confronto con le province Italiane.

Abbiamo provato a confrontare i dati di Pisa con altre province molto più popolose e i dati emersi sono risultati agghiaccianti: A Pisa si sono registrati più Reati in proporzione che a Roma o Napoli e per quanto riguarda i Furti in abitazione la Provincia di Pisa batte sia Roma che Napoli.

Per vedere i dati completi dell’indagine e tutte le classifiche clicca qui per aprire il link alle statistiche interattive

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Alla luce di questi dati inconfutabili cosa possiamo fare per mettere in sicurezza la nostra abitazione, proteggere i nostri cari e dormire sonni tranquilli?

Prima di correre ad acquistare il primo prodotto per la sicurezza attiva (grate, porte blindate, persiane blindate, ecc.) andiamo innanzitutto a capire come possiamo misurare il livello di sicurezza dei prodotti che ci verranno proposti nei vari negozi e showroom specializzati in prodotti per la sicurezza.

Cosa vuol dire certificato antieffrazione?

Per rendere comparabile il livello di resistenza all’effrazione di una porta, è stato studiato ed emesso il ciclo di norme europee che fa riferimento alla UNI EN 1627, che definisce una scala di sei livelli di resistenza all’effrazione crescente dalla classe 1 alla classe 6, stabilisce quali prove le porte blindate devono superare per esservi classificate, e regola il metodo di conduzione di tali test in modo da renderli ripetibili in qualsiasi laboratorio europeo notificato.

Il produttore di sistemi anti-effrazione, una volta che un suo prodotto abbia superato in laboratorio tutte le prove relative ad una determinata classe di resistenza, può apporre su quel modello di porta un’etichetta con l’indicazione della classe di resistenza secondo la norma EN 1627.

Guardiamo nel dettaglio questa tabella riepilogativa con le varie classi di effrazione e il tipo di test effettuati per poterle certificare

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Cosa prevede “in pratica” la norma UNI EN 1627?

Premesso che i test hanno valore solo se effettuati da laboratori notificati a livello europeo, ai quali ogni azienda costruttrice che voglia far valutare un proprio modello deve rivolgersi, gli esami cui le porte sono sottoposte sono molteplici ed includono prove di resistenza ai carichi statici, test di resistenza agli urti e prove reali di scasso. Vediamoli in dettaglio:

PROVE DI RESISTENZA AI CARICHI STATICI

In questi test si simula l’attacco cui potrebbe essere sottoposta una porta tramite un martinetto idraulico che, spingendo con grande forza l’anta, ne forzi l’apertura o crei la possibilità di accesso ai punti di fissaggio. Ogni punto sensibile della porta viene, infatti, sollecitato con un carico localizzato che varia – secondo le diverse classi di resistenza – da 1,5 a 15 kN (chilonewton), ovvero da 150 a 1500 kg circa). Per superare la prova, la parte mobile (anta) della porta durante l’applicazione del carico non deve discostarsi dalla parte fissa (telaio) oltre una determinata misura.

TEST DI RESISTENZA AGLI URTI

Dalla classe di resistenza 1 alla 3 sono previste prove di resistenza dell’anta ad urti dinamici, che simulano robuste “spallate” all’anta. La porta deve subire senza aprirsi almeno cinque urti, inferti da un sacco di sabbia di circa 30 chilogrammi lasciato cadere da altezze variabili da 0,8 a 1,2 metri.

PROVE REALI DI SCASSO

Durante queste prove, previste solo per le classi dalla 2 alla 6, si simula un vero e proprio tentativo di scasso da “professionista”, sottoponendo la porta ad un attacco effettuato da personale altamente specializzato. In funzione della classe, sono richiesti tempi massimi operativi di attacco da 3 a 20 minuti, durante i quali viene concessa all’operatore in veste di “ladro” una serie di attrezzi crescente per dimensioni, peso e potenza. Solo la porta che ha superato questi tre test nella medesima classe di resistenza all’effrazione può fregiarsi della stessa.

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Delle sei classi crescenti previste dalla norma EN 1627, la terza e la quarta sono le più indicate a garantire un grado di sicurezza ottimale per uso abitativo, mentre le classi 5 e 6 sono consigliate per destinazioni professionali (gioiellerie, banche, laboratori industriali, ecc.).

Nello showroom di Omnia a Cascina (Pisa) è possibile trovare tutte le soluzioni per rendere l’abitazione più sicura con porte blindate, grate di sicurezza e persiane blindate.

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Omnia Serramenti 2017 © Riproduzione riservata

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